La nostra storia
La Bottega di Berto da Cogolo, situata in un piccolo borgo di Verona – Cogollo di Tregnago – mantiene ancora oggi viva la tradizione di un tempo.
Trasformiamo il ferro in arte, da più di cento anni. La nostra passione non finisce mai.
Roberto da Ronco
Roberto da Ronco, detto “Berto da Cogolo”, è stato uno dei maggiori artisti veneti del ferro. Cresciuto in una famiglia di fabbri, Roberto imparò subito a modellare il ferro, affinando la sua tecnica, frequentando la scuola d’arte di Soave. In giovane età Roberto forgiò armi e si dedicò al rifacimento di vecchie armature.
Nel 1910 si trasferisce a Venezia lavorando nelle importanti botteghe artigianali di Battocchio e di Bottacini ed entra in contatto con Umberto Bellotto. Nel 1920 collabora con la più importante azienda del ferro, “Dalla Vecchia e Kunn”. La perizia di Roberto è tale che non si tratta più di artigianato bensì di arte in senso pieno.
Nel 1943, nel pieno della seconda guerra mondiale, si colloca la sua piu’ famosa opera: “La Via Crucis“, come una lunga preghiera, scritta col ferro, col sudore, con l’angoscia nel cuore per quei cupi momenti. La Via Crucis e’ anche fatto di fede e di speranza.


Alberto da Ronco
Alberto da Ronco, detto “Bertin”, nacque a Cogollo il 27 gennaio del 1922. Ben presto si affiancò al padre Roberto nell’attività, adottando la difficile tecnica della “lavorazione da dentro”, effettuata battendo con un martello sferico la parte interna della lamiera di ferro, appoggiata e fatta scorrere su un’altra sfera d’acciaio.
Questa tecnica ha consentito la perfetta esecuzione di un Can Grande a cavallo, donato da Enrico Mattei a Reza Pahlevi, Scià di Persia, e di altri famosi personaggi quali Re Gustavo di Svezia ed Eisenhower. Con la medesima tecnica ha forgiato anche il busto della Regina Elisabetta di Inghilterra, Marco Peres James, Presidente del Venezuela, Giuseppe Sagraat e altri ancora. Dopo il primo apprendistato nella bottega di famiglia, frequenta l’istituto d’arte “Napoleone Nani” di Verona. Ripresa in seguito l’attività vicino al padre, non disdegna in quel periodo di lavorare anche altri metalli quali l’oro, l’ottone e il rame.
La sua prima opera importante è un crocifisso alto 1,80 cm, per la chiesetta romantica di Albaro (VR).
Altro importante lavoro è l’angelo in rame, girevole, dell’altezza di oltre 3 metri.
Alberto è passato attraverso una formazione culturale che va dal neo impressionismo romantico ad un’arte liricamente moderna, con un’ impostazione della figura dinamicamente protesa verso una linearità semplice.
Alberto passa il testimone al nipote Marco.
Marco Da Ronco
Marco Da Ronco nato a Verona il 27 agosto 1961 vive e lavora a Cogollo.
La tradizione continua. Marco cresce tra il profumo del ferro, lo sfavillante scoppiettio della fucina, i suoni ritmati del martello che doma il ferro infuocato, stretto dalla tenaglia e appoggiato all’incudine.
Nessuno lo spinge in officina nè lo stimola ad interessarsi ad altro. Non ce ne sarà bisogno, il richiamo viene da solo.
Dai 18 anni lavora in officina con lo zio Bertin e gli altri battitori di ferro operanti nella bottega.
Dai venti ai ventitre anni frequenta l’accademia di Belle Arti di Verona ed il gioco è fatto, definitivamente.
Dopo molte esperienze di artigianato di alta scuola comincia a spiccare suoi solitari voli; cosicché lo zio da affettuoso insegnante, si trasforma, in breve, in compiaciuto collega.
Le sue opere sono sparse in tutta Italia così come sono dappertutto le testimonianze della sua generosità.
Fra le sue opere più importanti ricordiamo la “porta gotica” in un palazzo gotico del ‘400 nel centro di Verona; a Lazise costruisce gazebi con porte e lampade ottenendo effetti suggestivi.
Per concludere degnamente con un lavori di Marco, un pezzo esclusivo, è un letto in stile ‘500 forgiato a mano come si faceva all’epoca, di faticosa elaborazione impreziosito da foglie. Lavorato a tutto tondo, onde essere ammirato sia sul fronte che sul retro.
Questo lavoro è particolarmente caro a Marco perché gli ricorda che a pochi metri da quel luogo, oltre 60 anni prima aveva lavorato il nonno Roberto restaurando le trecentesche cancellate delle arche scaligere: una staffetta straordinaria.



Matteo Da Ronco
Sono Matteo, nato il 30 settembre 1999, e lavoro nel settore del ferro battuto d’arte presso la bottega Berto Da Cogolo, una bottega storica che ha più di 300 anni e che ancora oggi porto avanti con orgoglio come quarta generazione della mia famiglia. Fin da giovane, mio padre, Marco, mi ha trasmesso l’arte del ferro battuto, insegnandomi i segreti e le tecniche della lavorazione, oltre alla passione per questo mestiere.
Ho 25 anni e mi occupo di tutte le fasi del nostro lavoro: dal contatto con i clienti alla progettazione, fino alla realizzazione e al montaggio finale delle opere.
La passione per il mio lavoro mi spinge a combinare la tradizione con un tocco moderno, creando pezzi unici, funzionali ed esteticamente di altissimo livello. La bottega è un luogo dove tradizione e passione si incontrano, creando opere che raccontano la nostra storia, progetto dopo progetto.
La mia famiglia ha sempre avuto una forte tradizione artigianale nel ferro battuto e sono fiero di continuare a portare avanti questa storia. Ogni generazione ha contribuito a migliorare il nostro lavoro e io cerco di fare la mia parte, innovando e mettendo sempre la passione in ciò che faccio.
